I croupier: tutto ciò che c’è da sapere

Nonostante il passare degli anni, i croupier rimangono sempre una delle figure principali dei casinò. Dalle loro mani dipende l’esito di ogni partita quindi è bene sapere che tutte le azioni di questi professionisti sono rigidamente codificate e sottoposte a controllo costante. Il croupier, infatti, è per così dire il gradino più basso di una scala gerarchica che comprende gli ispettori, il Pit Boss e, al vertice, il direttore. In genere, l’ispettore controlla il regolare operato di alcuni croupier, mentre il pit boss ha una giurisdizione più ampia in quanto, oltre a controllare croupier ed ispettori, deve stabilire quali tavoli aprire (in base al numero di clienti o in base ad altre valutazioni), scegliere i croupier e gli ispettori cui affidare determinati tavoli e vigilare affinché tutto proceda in maniera regolare, tutelando così sia la clientela sul piano della qualità del servizio offerto sia il casinò ed il relativo personale.

È ovvio che in sale particolarmente grandi può essere necessaria la presenza di più Pit Boss. Di solito, gli ispettori ed i Pit Boss non sono altro che dei soggetti che hanno maturato una solida esperienza nel ruolo di croupier, intorno ai 10 anni più o meno, e che quindi vedono premiate le loro capacità con degli avanzamenti di grado ma, al tempo stesso, con delle responsabilità via via più gravose.

I ruoli e la carriera del croupier

Essere un croupier, comunque, non equivale soltanto a distribuire carte o a lanciare la pallina della roulette. Bisogna innanzitutto essere rapidi croupiernei calcoli ed abili a controllare il gioco (in genere i croupier vengono formati in modo da conoscere tutti o la gran parte dei principali giochi da casinò, quindi devono essere abituati ad adattarsi immediatamente nel caso in cui vengano spostati da un tavolo all’altro), ed al tempo stesso devono mostrarsi socievoli e cortesi con il pubblico ma sempre molto attenti perché, prima o poi, capita sempre il cliente che cerca di fregarti anche in modi piuttosto banali o attraverso stratagemmi piuttosto elaborati che finiscono per complicare di molto il lavoro.

Per intraprendere la professione di croupier esistono numerose scuole anche in Italia, ed in genere si tratta di una carriera abbastanza ambita e con notevoli possibilità di sbocchi professionali, anche se perlopiù è necessario molto spirito di adattamento perché molte offerte di lavoro provengono dall’estero. Non è richiesto alcun titolo di studio particolare, ma la conoscenza delle lingue è un prerequisito davvero essenziale, oltre a tutta una serie di doti comunicative e personali senza le quali è meglio lasciar perdere. Spesso e volentieri, infatti, i croupier devono sorbirsi le lamentele dei clienti che attribuiscono (a torto) la colpa delle loro sconfitte proprio al mazziere.

C’è da dire anche che, quando sorgono delle contestazioni al tavolo da gioco, talvolta i pit boss decidono di assecondare i giocatori sostituendo i croupier anche a prescindere dalla loro effettiva responsabilità. In tal modo si dà al tempo stesso un contentino al giocatore e si cerca di ristabilire la calma in sala favorendo la continuazione del gioco (se non si gioca il casinò non guadagna, fondamentalmente) ed evitando di arrecare fastidio agli altri giocatori. È quindi necessario avere un carattere affabile ma fermo, in grado di instillare fiducia nei clienti che così saranno meno portati a mettere in dubbio la correttezza delle azioni del croupier.

Le condizioni di lavoro naturalmente variano a seconda dei paesi e delle situazioni (infatti è possibile lavorare sia su navi da crociera che in casinò di terraferma, mentre negli ultimi anni si sono moltiplicate le chance di lavorare come croupier via web nei casino online live o nei casinò che vengono trasmessi nei canali tv). Molto più difficile è trovare lavoro in Italia, prima di tutto perché i casinò italiani sono soltanto quattro e quindi non c’è molta richiesta di personale, e in secondo luogo perché essendo di proprietà pubblica è abbastanza difficile essere selezionati. È comunque un lavoro che si svolge su turni (in genere di otto ore, dal primo pomeriggio alla sera e dalla sera fino a notte inoltrata) e che, per forza di cosa, diventa più probante e faticoso nel corso dei fine settimana ed a ridosso delle festività, dal momento che questi rappresentano i momenti in cui si concentrano i maggiori afflussi di pubblico.